Categoria: Volontariato
Il Volontariato: un settore in crescita
Autore: 1 Data: 00/00/00
Se le strutture pubbliche hanno difficoltà sempre maggiori a rispondere ai bisogno della collettività, in termini di assistenza alle categorie più deboli, in Italia il volontariato non è mai stato tanto attivo, con migliaia di cittadini impegnati a favore delle più diverse cause. I dati più recenti dell’Istat – risalenti al 2005 ma elaborati nella seconda metà del 2007 - sono molto chiari a questo riguardo: le organizzazioni del settore sono in crescita e il bilancio è positivo
Tra le forme di associazionismo più significative, in termini di ricadute economiche e sociali per la collettività, vi è sicuramente il fenomeno della cooperazione, che dal punto di vista giuridico può essere considerata un’associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali
      
Se le strutture pubbliche hanno difficoltà sempre maggiori a rispondere ai bisogno della collettività, in termini di assistenza alle categorie più deboli, in Italia il volontariato non è mai stato tanto attivo, con migliaia di cittadini impegnati a favore delle più diverse cause. I dati più recenti dell’Istat – risalenti al 2005 ma elaborati nella seconda metà del 2007 - sono molto chiari a questo riguardo: le organizzazioni del settore sono in crescita e il bilancio è positivo

In particolare, aumenta la capacità operativa, il numero di chi ne beneficia, la collaborazione con altri soggetti privati e, soprattutto, pubblici, le entrate di cui dispongono, gli interventi e le prestazioni che realizzano. Fra le caratteristiche positive degli ultimi anni spicca anche una diffusione del volontariato più equilibrata sul territorio nazionale: è infatti in diminuzione la differenza della solidarietà organizzata nelle diverse aree del Paese. Più in dettaglio, il 28,5% delle organizzazioni sono nel nord ovest; il 31,5% nel nord est; il 19,3% al centro e il 20;7% nel sud e isole: percentuali più equilibrate rispetto al passato. In generale, cresce l’espressione della cittadinanza attiva, perché la nascita delle organizzazioni è sempre più caratterizzata dall’iniziativa di gruppi di cittadini rispetto alla tradizionale capacità di affiliazione delle centrali nazionali del volontariato o della promozione ecclesiale.

Un cambiamento è in atto anche sul fronte dell’ispirazione ideale delle organizzazioni di volontariato: si passa dal 42,5% delle organizzazioni a matrice cristiana o confessionale esaminate nel campione nazionale del 1993, al 28,7% del 2001. L’identità dei gruppi di volontariato – soprattutto di quelli di recente formazione - si definisce quindi più nel servizio e nella tensione verso obiettivi e risultati comuni, piuttosto che nella condivisa origine culturale o in una comune visione del mondo, laica o confessionale che sia.

La misura della crescita complessiva del fenomeno è notevolissima: rispetto alla prima rilevazione del 1995 alla più recente, diffusa dall’Istat nel 2005 e riferita al 2003, l’incremento del numero delle associazioni è stato del 152%.

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