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A Schio l'hanno chiamata la Casa della Montagna, la nuova sede ampliata e rinnovata del Cai scledense che è stata inaugurata in una insolitamente tiepida serata di ottobre, nel quartiere che rappresenta il cuore dell'archeologia industriale cittadina. Quella che, come ha giustamente ricordato il presidente Giovanni Fontana, con i suoi oltre duemila soci è la quinta sezione del Veneto per numero di iscritti, ha dunque una nuova e prestigiosa sede a due passi dal centro della città, in un edificio restaurato e abbellito per l'occasione.
Dopo quasi due anni di lavori l'edificio di via Rossi, nel cosiddetto nuovo quartiere operaio, torna dunque a rivivere grazie all'associazione che lo ha scelto come quartier generale. L'intervento ha rispettato lo stile dell'edificio costruito nel 1883 su progetto dall'architetto Antonio Caregaro Negrin per ospitare nel cuore dell'allora quartiere operaio la scuola di Pomologia e Orticultura voluta da Alessandro Rossi e che in seguito diventò la fabbrica di cioccolato Dolomiti, attiva fino agli anni '60.
Il Cai di Schio è oggi una delle più importanti associazioni cittadine, attiva dal 1896. Al suo interno vi sono diversi sottogruppi: Scicai, Gruppo Grotte cai, Scuola di alpinismo e scialpinismo Piccole Dolomiti, Gruppo alpinismo giovanile, Gruppo manutenzione sentieri, Gruppo gite-escursionismo e i vari Gam e Gem, che per anni sono stati sacrificati in sedi non adeguate. Ora invece lo spazio c'è ed è ampio (600 metri quadrati totali) e tutte le attività potranno essere portate avanti al meglio all'interno dei nuovi locali costituiti da una sala consiliare, una segreteria, una palestra per l'arrampicata sportiva, una sala convegni da ottanta posti, le diverse stanze per i gruppi, la rinnovata biblioteca sezionale e un'ampia mansarda.
"Da oggi, con l'acquisizione del piano superiore e questa ristrutturazione, possiamo contare su spazi adeguati - ha sottolineato il presidente Fontana - Il nostro obiettivo è che questa sia una vera e propria Casa della Montagna, luogo di aggregazione e punto di riferimento per le associazioni che operano per la montagna. Con un fiore all'occhiello che è la palestra interna per l'arrampicata".
"Il Comune scledense ha sostenuto questo intervento per l'importanza e il ruolo che il Cai riveste nel territorio - ha aggiunto il sindaco Dalla Via - ma anche perché siamo convinti che sia interesse della città e del territorio avere un luogo in cui si fa e si promuove la cultura della montagna e i valori che le sono legati: dalla sostenibilità alla sensibilità ambientale. Valori che sono propri di Schio e degli scledensi".
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