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Volontariato
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Autore: Alessandro Scandale   Data: 00/00/00
L’acronimo sta per Organizzazione Non Governativa, un termine che indica una qualsiasi organizzazione o gruppo di cittadini che non sia stato creato da un Governo, cioè che non faccia parte di strutture governative, e che sia impegnato, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione allo sviluppo
 
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L’acronimo sta per Organizzazione Non Governativa, un termine ormai molto diffuso che indica una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini che non sia stato creato da un Governo, cioè che non faccia parte di strutture governative, e che sia impegnato, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione allo sviluppo. Esse svolgono un ruolo fondamentale nella società civile nei più diversi ambiti, dalla promozione della cultura all’attività di assistenza alle categorie più deboli, integrando le strutture pubbliche ove queste, per carenza di risorse e personale, non riesco a rispondere a tutte le attese della società civile.

La definizione trova la sua fonte nella legge 49/87 e identifica quelle Organizzazioni che, dopo un’istruttoria molto selettiva, ottengono dal Ministero degli Esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione. I progetti delle ONG hanno come base di partenza il rispetto assoluto dei criteri di giustizia e di equità, i loro campi di intervento sono molto vasti e riguardano, a vari livelli, la politica estera, l’economia, la difesa dei diritti umani, la globalizzazione, la questione del debito estero, le relazioni tra Nord e Sud del mondo, ma, soprattutto, la pace.

Le prime Organizzazioni Non Governative sono nate all’inizio degli anni sessanta come movimento associativo spontaneo in risposta ad un bisogno sempre più impellente di entrare in contatto diretto con i bisogni delle popolazioni del Sud del mondo e di rispondervi con la partecipazione e la solidarietà, con l’obiettivo di giungere ad una visione politica comune delle loro problematiche.

A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di ONG italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento: la Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato che conta 56 membri che condividono l’ispirazione cattolica; il Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo che raggruppa 28 Ong; il Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale che ne raggruppa 25.

Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè volontari in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le ONG costituiscono una realtà molto diversa dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte. Sono proprio loro il vero patrimonio delle ONG, le Risorse Umane. Gli operatori impegnati nei Paesi in via di Sviluppo sono protagonisti e testimoni del dialogo fra Nord e Sud del mondo ed incarnano, nel loro lavoro quotidiano, la funzione più specifica e cruciale di ogni ONG, che non si limita ad alleviare le situazioni di povertà, disagio e sofferenza, ma tende ad inserirsi e ad incidere concretamente nei processi sociali e politici delle comunità in cui opera.

Le attività di cooperazione si inseriscono in ciascuna realtà locale che è fatta, in base alle caratteristiche dei diversi Paesi, di relazioni politiche, sociali, economiche ed istituzionali a cui si può partecipare solo attraverso il pieno coinvolgimento, la mediazione e il supporto delle comunità locali e delle loro organizzazioni , che di quelle realtà sono parte integrante e ne conoscono, quindi, meglio di chiunque altro, i problemi e le necessità. Ecco perché il lavoro delle ONG è un lavoro di relazione, e le risorse umane delle ONG sono gli operatori italiani e quelli del mondo, di ogni parte del mondo in cui si sceglie di intervenire per cercare di capire e rimuovere le cause che impediscono o frenano lo sviluppo, e per favorire un clima di pace e di convivenza sociale che dello sviluppo è pre-requisito essenziale. Con questo spirito la loro opera rappresenta, in ogni angolo del pianeta, un segnale concreto di speranza per le popolazioni meno fortunate, che grazie alla loro opera possono avere viveri, ma anche una casa, assistenza sanitaria e un’istruzione.
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