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Autore: Alessandro Scandale   Data: 00/00/00
Associazioni: come si costituiscono, come funzionano, le agevolazioni previste dalla legge (Prima parte)
 
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La normativa italiana riconosce l’associazione come una forma contrattuale molto particolare, avente come scopo la soddisfazione dei bisogni ideali, ovvero non materiali, dei propri membri. Che l’associazione non abbia finalità di lucro emerge dalle disposizioni di legge in materia: anzitutto i conferimenti degli associati sono fatti a fondo perduto, non avendo diritto l’associato alla restituzione di quanto aveva versato al momento dello scioglimento del rapporto e in secondo luogo i beni che residuano dall’estinzione dell’associazione non possono essere divisi tra gli associati ma devono essere devoluti ad enti che perseguono finalità analoghe a quelli dell’associazione estinta.

Lo scopo di natura ideale dell’ente non è in antitesi col fatto che spesso l’associazione esercita un’attività economica, purché questa attività sia il mezzo per raggiungere lo scopo. Un altro elemento che caratterizza l’associazione, oltre allo scopo, è la sua struttura: si parla a questo proposito di rapporto associativo a struttura aperta, intendendo con ciò riferirsi al fatto che nuove parti possono intervenire nell’associazione già costituita senza che questo comporti un cambiamento nell’atto costitutivo, e potendo quindi l’associazione raggiungere, a causa delle continue adesioni, anche un numero illimitato di membri.

Collegato a questo è anche il principio detto della porta aperta, secondo il quale possono entrare a far parte dell’associazione tutti coloro che hanno interessi dello stesso tipo di quelli che portarono alla costituzione del rapporto associativo: ciò non vuol dire che i terzi che nutrono questo genere di interessi possano vantare il diritto di entrare nell’associazione, poiché trattandosi di un contratto, la proposta di adesione può essere respinta, e non c’è obbligo da parte dell’associazione di accettarla, ma vuol dire che sarebbe illecito l’atto costitutivo che vietasse l’ingresso di nuovi soci o che lasciasse al mero arbitrio degli amministratori la facoltà di decidere in merito alle nuove ammissioni.
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