La tradizione alpina della città di Vicenza rivive in questi giorni grazie alla pubblicazione del nuovo libro di Manuel Grotto "Alpini del Btg. Vicenza - con la Julia in Grecia e Russia" (pubblicato dalla sezione Ana Vicenza, 352 pagine, 23 euro). Un'operazione che non è solo di settore, riservata a pochi addetti ai lavori, ma che riveste importanza culturale e storica per una città, e una provincia, da sempre fedeli al mito intramontabile delle "penne nere". Il Battaglione Vicenza è stato il più decorato, con ben nove medaglie d'oro individuali, e fece parte della divisione alpina Jiulia la cui gloria è ben nota agli storici e anche ai semplici cittadini.
Il libro ricorda con testi e immagini d'epoca le imprese che oggi definiremmo eroiche, ma che allora furono puro e semplice atto di dedizione alla Patria, dei molti giovani alpini vicentini caduti sul fronte greco-albanese o nelle steppe della gelida Russia. E di questi ragazzi nel fiore degli anni, spezzati dalla follia della guerra, Grotto racconta non solo le gesta belliche ma, e qui risiede forse il vero pregio del suo lavoro, le vicende umane, gli stati d'animo, le sofferenze interminabili e le speranze in molti casi vane e frustrate da un'assurda realtà, che ai più oggi appare insensata.
Come ricorda lo storico e ricercatore vicentino Luca Valente, "il Btg. Vicenza fu costituito nel 1887 e nel corso della Grande Guerra, più volte distrutto e ricostituito, seppe farsi onore combattendo sul Pasubio. Dopo l'intermezzo fra le due guerre il Vicenza, assegnato al 9° Reggimento alpini della Julia, riprese l'attività bellica nel 1939 con la rapida occupazione dell'Albania. Ben più impegnative furono le operazioni l'anno successivo, dopo la decisione di Mussolini di invadere la Grecia. Su montagne impervie, in condizioni climatiche proibitive, senza approvvigionamenti, il Vicenza compì estremi sacrifici per fermare le controffensive delle truppe elleniche, capaci di respingere il nostro esercito oltre le posizioni di partenza in Albania. La disastrosa campagna di Grecia fu solo un'anteprima dell'ancor più tragica spedizione in Russia, dalla quale il Vicenza tornò con appena 174 alpini su un organico di 1600 uomini. Dopo le prime operazioni del 1942 e il posizionamento sul Don, tra la fine di dicembre ed il gennaio del 1943, nel terribile inverno russo, il battaglione venne coinvolto nel disperato tentativo di tamponare lo sfondamento nemico. Gli alpini del Vicenza si resero protagonisti di continui atti di valore contro le ondate di fanteria e carri sovietici. Il Vicenza cessò di esistere, dopo un'impari lotta contro le soverchianti forze avversarie, il 21 gennaio 1943: per i superstiti cominciava la durissima prigionia, dalla quale la maggioranza non tornò".
Già autore de "La Campagna di Russia nei racconti dei reduci", l'arsierese Manuel Grotto, già Tenente della Brigata Alpina Tridentina, da anni si è assunto l'onere di intervistare i protagonisti della guerra sul fronte Russo, mosso dal ricordo di un nonno e di due zii che non fecero più ritorno a casa. Per le sue accurate ricerche, si è recato di persona in molti dei luoghi da lui stesso citati, sia in Albania che in Grecia e in Russia. Per anni poi ha cercato le tracce di questa lunga storia anche nel Vicentino, ma anche in Veneto, Friuli e Piemonte, recuperando documenti, immagini d'epoca e testimonianze.
Il libro è disponibile presso la Sezione Ana di Vicenza, al torrione di via B. d’Alviano e nelle più importanti librerie della Provincia di Vicenza. E’ possibile inoltre ordinarlo telefonando allo 0444/926988, fax 0444/927353 oppure spedendo una mail all’indirizzo vicenza@ana.it.