Sono stati circa duecento i vicentini della città e della provincia che hanno preso parte, domenica 16 maggio, alla Marcia per la pace Perugia-Assisi alla quale ha partecipato anche l’assessore Giovanni Giuliari. “Numerose famiglie vicentine – ha detto Giuliari – hanno voluto essere presenti e portare la loro speranza perché si continui a credere nella pace. Abbiamo camminato insieme raccontando le nostre storie e i nostri progetti. Ringrazio ogni singola persona per la sua fatica nel camminare, per aver superato i momenti di difficoltà e soprattutto per la forza che ha dato alla nostra azione amministrativa. Grazie anche a loro continueremo a lavorare per una Vicenza, città di pace".
La Marcia era promossa dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, di cui fa parte anche il capoluogo berico. Nei due giorni che l’hanno preceduta, l’assessore Giuliari ha partecipato a numerosi incontri collaterali dove si è parlato di cittadinanza, immigrazione, educazione, lavoro, politica, clima, economia, e al Coordinamento nazionale enti locali per la pace che ha fissato per il 25 settembre 2011 la data della prossima marcia, in occasione dei 50 anni dell’iniziativa.
Con lo slogan “Abbiamo bisogno di un’altra cultura!”, l’evento invitava tutti, cittadini e istituzioni, a promuovere i valori dell'accoglienza, del dialogo, del riconoscimento dell’altro, della solidarietà, della legalità, della condivisione, della giustizia sociale e della cooperazione: una nuova scala di valori, dunque, che si basi su una cultura della pace, dei diritti umani e della nonviolenza.
Con l’occasione Giuliari ha ripercorso le tappe fondamentali del cammino di Vicenza per diventare sempre più una città di pace. Già nel novembre del 2008, infatti, il sindaco Achille Variati era stato eletto per acclamazione nel consiglio di presidenza del Coordinamento nazionale proprio in virtù all’impegno profuso dalla sua amministrazione nel rivendicare una rinnovata attenzione dello Stato alle ragioni delle comunità locali, in particolare sui temi della presenza militare nel territorio. Successivamente il Comune di Vicenza ha ospitato un incontro del Coordinamento, che, nato a Perugia nel 1986, raccoglie attualmente 10 Regioni, 54 Province, 550 Comuni e altri 14 enti locali.
A febbraio 2010, poi, la giunta ha deliberato di aderire formalmente al Coordinamento nazionale con un impegno economico annuale di 1.900 euro, ma anche costituendo un ufficio per la pace con il compito di promuovere iniziative e studi in materia e istituendo un capitolo di bilancio denominato spese per iniziative nell’ambito della pace, cooperazione e diritti umani: iniziative che hanno valso al capoluogo l’attribuzione dell’appellativo “Vicenza, città per la pace”. Lo scorso 8 novembre è passata inoltre per Vicenza la Marcia mondiale della Pace, che, partita dalla Nuova Zelanda il 2 ottobre, è stata inevitabilmente attratta da Vicenza per la questione della costruenda base militare americana al Dal Molin. “Proprio sul lato est dell’aeroporto peraltro – ha ricordato l’assessore - l’amministrazione auspica la sdemanializzazione per poterne ricavare un’area verde che avrà il nome di Parco della pace”. A breve poi verrà collocato in Campo Marzo il busto di Gandhi donato lo scorso ottobre dal consolato indiano alla città di Vicenza alla presenza del console generale d'India a Milano.
Il cammino per la pace del Comune di Vicenza prosegue dunque con l’adesione e un contributo di 600 euro alla Marcia Perugia-Assisi, che si inserisce peraltro nell’anno europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. “La marcia compie 50 anni l’anno prossimo, ma l’ultima edizione, la diciassettesima, si è tenuta nel 2008 – precisa l’assessore Giuliari -. Ciò dimostra che non si tratta di un rito o di una consuetudine, ma di un evento che va pensato, progettato discusso. Non a caso quest’anno è stata anticipato da ottobre a maggio per farla coincidere con la chiusura dell’anno scolastico, dato che questa edizione ha puntato soprattutto sull’impegno dei giovani e quindi su percorsi didattici specifici sviluppati durante l’anno”.
Oltre 140 scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia, che durante l’anno scolastico hanno sviluppato specifici percorsi di educazione, hanno partecipato inoltre al “Meeting nazionale delle scuole per la pace – Cittadinanza e Costituzione”. Mentre al “Meeting dei giovani per la pace” si è sviluppato il progetto “100 giovani per la pace”, che si propone di raccogliere 100 storie di giovani italiani provenienti dal mondo del volontariato, dell’impresa, degli enti locali, dell’immigrazione, che si ritrovano nei valori della giustizia, dei diritti umani, della solidarietà, della nonviolenza, della pace, della responsabilità e della libertà.