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Culturali
logo associazioni vicentine Un artista vicentino a Trento
Autore: Alessandro Scandale   Data: 11/10/17
E' visitabile fino al 5 novembre al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra Ordine e bizzarria: Il Rinascimento di Marcello Fogolino, tra gli artisti vicentini di maggior talento del '500
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E' visitabile fino al 5 novembre al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra Ordine e bizzarria: Il Rinascimento di Marcello Fogolino, che fa conoscere al grande pubblico un pittore che fu costretto ad una forzata permanenza in Trentino, in quanto esiliato dalla Repubblica di Venezia con la pesante accusa di assassinio, ma che riuscì a guadagnarsi, con la sua opera, la fiducia del Principe Vescovo Bernardo Cles fino a divenirne il pittore di corte.  Il contesto trentino è illustrato con opere fogoliniane provenienti da chiese e dalle collezioni del museo, in merito alle quali particolare attenzione è dedicata alle figure dei relativi committenti. L’iniziativa può contare sulla collaborazione dei Musei Civici – Palazzo Chiericati di Vicenza, con il quale è stato stipulato specifico accordo, mentre un secondo accordo vede la collaborazione tra museo del Castello del Buonconsiglio e il Museo Diocesano Tridentino, che in contemporanea alla mostra su Fogolino cura un'iniziativa parallela sul Francesco Verla, altro importante artista che nei primi anni del XVI secolo soggiornò a lungo in Trentino e che ha importanti legami anche con il Vicentino e con Schio in particolare.

"La mostra dedicata a Marcello Fogolino - spiega Giorgio Ceraso, apprezzato storico e studioso vicentino - ha l’indubbio merito di mettere in luce le grandi capacità inventive e le non comuni doti di un pittore nato e formatosi a Vicenza, dove è rimasto figura sostanzialmente negletta e poco considerata. Trasferitosi nel 1527 dal Friuli a Trento, diviene l’indiscusso protagonista e la personalità artistica di riferimento della pittura trentina. E’, infatti, proprio grazie all’attività di Fogolino e alle decorazioni da lui eseguite per il principe vescovo Bernardo Cles nel Magno Palazzo al Castello del Buonconsiglio e in vari edifici della città e della regione - un misto tra tradizione e innovazione, tra ordine e 'bizzarria', come felicemente titola l’esaustivo e bel catalogo che accompagna la rassegna - che vengono anche in quest’area introdotti ed accolti i moduli e i caratteri della corrente artistica del Rinascimento".

La mostra riscopre un artista la cui fama di pittore venne offuscata dalle vicende private.  La condanna per l’omicidio di un barbiere, commesso, pare, insieme al fratello Matteo, la messa al bando, l’attività di spionaggio a favore della Serenissima, gli alti e bassi con la committenza delineano un personaggio dalle tinte forti. Figlio d’arte - suo padre era un pittore di buon livello – fu mandato da giovane a bottega da Bartolomeo Montagna a Vicenza, dove lasciò opere importanti in numerose chiese prima di trasferirsi per otto anni a Venezia. E’ documentato il suo rientro a Vicenza verso il 1518 e il suo operare insieme a Giovanni Speranza. La sua pittura di quegli anni mostra un distacco dai modelli quattrocenteschi e una adesione alle novità che, nelle ville e chiese venete, stava imponendo il Veronese.

Fogolino arrivè poi a Trento dove, tra il 1528 e il 1533, si costruiva il Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio, un grandioso cantiere rinascimentale nel quale pittori, scultori, artigiani, garzoni di bottega lavorarono a tempo record per rendere sontuosa la nuova dimora rinascimentale del principe vescovo Bernardo Cles. Qui Fogolino trovò fama, commissioni e, grazie alla protezione vescovile e alla benevolenza della corona imperiale austriaca, un sicuro rifugio. Il periodo trentino sarà illustrato con sue opere provenienti da chiese del territorio e dalle collezioni del museo, in merito alle quali particolare attenzione verrà dedicata alla committenza, mentre la sua produzione profana sarà approfondita partendo dai cicli pittorici del Castello del Buonconsiglio, ma anche dalle preziose testimonianze grafiche.
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