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Autore: Alessandro Scandale   Data: 03/02/18
La storia di San Teobaldo e dell'area di Saianega in un recente libro vicentino della storica e ricercatrice Bulla Borga
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E' stato presentato nei giorni scorsi a Villa Ferramosca Giovanelli, sede municipale di Sossano, il nuovo libro della storica e ricercatrice Maria Grazia Bulla Borga intitolato Saianega documentata: monaci ospedalieri, non templari Chiesa San Teobaldo e Monasteri sepolti. L'evento, promosso dall'assessorato alla cultura di Sossano, in collaborazione con la biblioteca civica, l'Archivio Diocesano di Vicenza e con il patrocinio dell'Unione dei Comuni del Basso Vicentino, è stato l'occasione per far conoscere al pubblico dei lettori e degli interessati il bel volume, impreziosito da una ricca serie di immagini a colori di ottima qualità tra foto dei luoghi documentati, reperti d'archivio e mappe d'epoca. Un libro che si avvale della presentazione del direttore del Museo Diocesano di Vicenza, Monsignor Francesco Gasparini, e dei contributi testuali dello stesso Marangoni, al quale si aggiungono Giorgia Cestaro, Domenico Trevisan, Giuliano Gambin e Antonio Fiandaca. Le immagini sono state realizzate da Michele Baldo e Xavier Angelo Robusti.

Si tratta di un libro di alto valore storico e documentale, che l'autrice non a caso ha voluto dedicare a tutti i ricercatori di fonti storiche, soprattutto negli archivi. E non è banale sottolineare il fatto che l'intero ricavato della vendita del libro sarà destinato all'indagine archeologica sul sito dell'Eremo di San Teobaldo. Un volume che l'autrice, la quale già si era occupata in altre circostanze e pubblicazioni del tema dei templari nel Vicentino, ha realizzato dopo lunghi studi specifici, entrando nel dettaglio di ciò che è rappresentato nel territorio sossanese dalla località, appunto, di Saianega, nota per le vicende legate a San Teobaldo, un eremita francese diretto a Gerusalemme. Nell'XI secolo, Teobaldo, al termine di un pellegrinaggio che lo portò in tutte le più grandi mete della cristianità, si fermò a vivere i suoi ultimi anni presso la Sajanega, tra i colli Berici ed Euganei.


A Teobaldo sono dedicate chiese e altari in tutta Europa. La sua fama fu anche dovuta al fatto di aver abbandonato ricchezze e gloria per seguire il percorso della fede e forse anche per questo motivo venne fatto santo a soli sette anni dalla sua morte da papa Alessandro II. L'arrivo dell'eremita nel Vicentino non fu casuale: nei Berici si era sviluppata infatti in quegli anni una forte tradizione eremitica. E' bene ricordare che sulla figura di questo santo e sul percorso che da Provins, vicino a Parigi, lo ha portato in terra vicentina, è stato pubblicato anni fa un altro libro In viaggio con San Teobaldo di Provens. La vita e il culto in Europa del patrono di Sossano e Badia Polesine di Alberto Cogo. 

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