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Autore: Alessandro Scandale   Data: 17/07/17
Un altro appuntamento con la nostra rubrica in collaborazione con l'associazione Amici del Libro
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L'anima della frontiera, del padovano Matteo Righetto (Mondadori) è la storia della famiglia De Boer, che vive in alta val Brenta, terra circondata da boschi aspri, dove le case si inerpicano su pendii vertiginosi. Sono gli ultimi anni dell'Ottocento e i De Boer, che lavorano nei campi di tabacco, vivono consapevoli che solo nella muta e rispettosa alleanza tra uomini e natura selvaggia esiste una possibilità di sopravvivenza. Augusto è il capofamiglia, un uomo taciturno, lavoratore instancabile, capace di ascoltare la voce dei boschi e il fischio del vento. Jole, la figlia maggiore, ha la stessa natura selvatica del padre e una sfrenata passione per i cavalli. I proventi del tabacco però non sono sufficienti a far campare la famiglia con dignità. Ecco perché Augusto un giorno decide di tentare il viaggio oltre la frontiera austriaca per contrabbandare l'eccedenza del raccolto. Un cammino impervio attraverso sentieri e passaggi impraticabili, minacciato dalle bestie feroci, dagli agguati dei briganti e dalla sorveglianza dei finanzieri... Tra Matteo Corona e Renato Giaretta (autore vicentino de L'erba del gran priore, anch'esso romanzo sull'epopea del tabacco sulle rive del fiume Brenta), un romanzo che descrive con maestria scenari naturali di grande bellezza e che solletica la nostra curiosità su un passato che non è ancora stato cancellato.

 

Con Il fratello tedesco (Feltrinelli), il grande cantautore e poeta brasiliano/carioca Chico Buarque de Hollanda pubblica un nuovo romanzo che piaceràmolto a coloro che amano la cultura (e anche lamusica) brasiliana. Chico ha ignorato per anni di avere un fratellastro finché ha compiuto ventidue anni. Suo padre, lo scrittore e accademico Sérgio, aveva vissuto a Berlino negli anni della Repubblica di Weimar e lì aveva avuto una relazione con una donna tedesca. Dall’unione era nato un figlio, poi dato in adozione ancora in fasce. Molti anni dopo la scoperta di quel fratello, Chico Buarque decide di indagare cosa possa essergli successo. E la ricerca lo porta nella San Paolo degli anni sessanta, quando il giovane Francisco Hollander, detto Ciccio, trova una lettera scritta in tedesco nascosta in un libro della vasta libreria del padre. Buarque scrive un romanzo di formazione in cui scava nelle radici europee della società brasiliana intrecciando le grandi svolte del Novecento con le rimozioni di un interno familiare di San Paolo, stipate nel buio di cassetti che un giorno tornano ad aprirsi. Chico Buarque de Hollanda, nato a Rio de Janeiro nel 1944, è conosciuto come uno dei più grandi cantautori della musica popolare brasiliana.  Ha composto i suoi capolavori nelle decadi del secolo scorso in cui altri grandi nomi della MPB - Antonio Carlos Jobim, Vinicius De Moraes, Joao Gilberto - si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo Figlio dell’illustre pensatore, storico e critico letterario Sérgio Buarque de Hollanda, Chico fin dall’adolescenza si appassiona alla scrittura, anche se poi sarà la musica a renderlo celebre. Ha composto temi indimenticabili, poesie, romanzi, sceneggiature e racconti nei quali un’intera nazione si identifica.

 

Del norvegese Morten A. Strøksnes Iperborea, editrice specializzata in letteratura nordica, pubblica Il libro del mare - o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone in un vasto mare. Nelle profondità del mare intorno alle isole Lofoten (che ai vicentini dicono sicuramente qualcosa, vista la querelle intorno allo stoccafisso/baccalà) vive il grande squalo della Groenlandia, un predatore ancestrale nonché il vertebrato più longevo del pianeta, tanto che oggi potremmo imbatterci in un esemplare nato prima che Copernico scoprisse che era la terra a girare intorno al sole. La storia vera di due amici, Morten e un eccentrico artista-pescatore, che con un piccolo gommone e quattrocento metri di lenza partono alla caccia di questo temuto abitante dei fiordi. Un’avventura sulla scia di Melville e Jules Verne che diventa un caleidoscopico compendio di scienze, storia e poesia dell’universo marino: dalle antiche leggende dei marinai alla vita naturale degli abissi, dalla biologia alla geologia e alle grandi esplorazioni oceaniche. Ma anche una riflessione sulla storia naturale dell’uomo, che è arrivato a mappare l’intero globo e a navigare tra le stelle, eppure sembra conservare un’ossessione per il mito del mostro, forse per un atavico istinto predatorio, o per la paura dell’ignoto che ancora oggi il mare ci risveglia.

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