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Autore: Alessandro Scandale   Data: 24/11/11
Due associazioni vicentine, gli Amici dei Musei Onlus e la Speri, hanno collaborato per la presentazione del nuovo lavoro dello studioso Luca Trevisan, Tarsie lignee del Rinascimento in Italia
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Due associazioni vicentine, gli Amici dei Musei Onlus e la Speri (Spiritualità e Ricerca) hanno collaborato per la presentazione del nuovo lavoro dello studioso Luca Trevisan, Tarsie lignee del Rinascimento in Italia (Sassi editore, Schio) presso l'aula francescana del chiostro vicentino di San Lorenzo, monumento storico della città cui lo stesso Trevisan aveva dedicato un prezioso volume appena pochi mesi orsono.


Come ha sottolineato, a nome degli Amici dei Musei, anche il professor Mario Bagnara (presidente della Biblioteca La Vigna di Vicenza, ndr), l'elegante volume, che si avvale delle splendide fotografie dello stesso Sassi, racconta la grande stagione artistica del Rinascimento italiano che si sviluppò tra il Quattro e il Cinquecento e che ebbe un capitolo importante e tuttavia spesso sottovalutato: la tarsia lignea. Questo fenomeno artistico molto raffinato per tecnica esecutiva e contenuti culturali, andò di pari passo con l’evoluzione delle cosiddette arti maggiori, la pittura, la scultura e l’architettura e ne seguì gli sviluppi teorici e le speculazioni intellettuali.


Uno dei più significativi maestri in questo campo fu Fra’ Giovanni da Verona, intarsiatore, ma anche architetto, miniatore e scultore, perfettamente aggiornato sulle novità artistiche del suo tempo. Il ciclo mirabile di Santa Maria in Organo a Verona è l'esempio paradigmatico della tarsia lignea rinascimentale, mostra un linguaggio artistico perfettamente consapevole della scienza prospettica, aggiornato sugli sviluppi più recenti dell’arte e della conoscenza in genere.


Lo stesso Trevisan, in sede di presentazione del'opera, ha illustrato la presenza delle tarsie lignee in alcune chiese-monumento vicentine, su tutte il Santuario di Monte Berico e il Tempio di S. Corona, quest'ultimo oggetto tra l'altro di un recente recupero storico architettonico che ne ha riportato in luce le indubbie bellezze. Ma gli esempi di come l’arte dell’intarsio ligneo nel Rinascimento si sia sviluppata parallelamente alle arti maggiori non finiscono qui. Non è un caso che il più celebre studiolo realizzato con questa tecnica sia quello di Federico da Montefeltro, in quella Urbino che era senza dubbio una delle culle della cultura matematica e artistica dell’epoca, dove trovarono espressione artisti come Piero della Francesca. Senza tacere di altri illustri esempi, dalla Lombardia a Firenze e fino a Napoli e all’Italia meridionale.


Luca Trevisan, giovane studioso d’arte e di architettura, ha pubblicato diversi saggi sull’arte veneta tra Cinque e Seicento, dedicando un particolare interesse all’architettura vicentina e in special modo all’opera dell’architetto Antonio Pizzocaro. Sul Palladio ha collaborato al volume "I disegni di Andrea Palladio" a cura di Maria Elisa Avagnina e Giovanni Villa (2007). Nel 2008 per Sassi ha pubblicato "Palladio. Le Ville" (2008) e "Vicenza: arte, architettura e paesaggio" (2009). Per Osiride è uscito nel 2010 "Antonio Pizzocaro. Architetto vicentino". Ha fatto recentemente parte dell’équipe di ricerca scientifica delle mostre "Tiziano. L’ultimo atto" e "Giorgione 1510-2010". Il suo lavoro più recente è "Il tempio di San Lorenzo a Vicenza", pubblicato da ZeL Edizioni di Treviso nella collana FriulAdria "Segni da un territorio".

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